Dovrebbero essere realizzati programmi di sorveglianza sanitaria solo se tali programmi sono in grado di migliorare la protezione e la prevenzione dei rischi e se soddisfano quattro criteri: necessità, pertinenza, validità scientifica ed efficacia. Tali programmi sono di norma organizzati dai servizi di medicina del lavoro. La Commissione internazionale sul codice deontologico in materia di salute sul lavoro individua i criteri etici su cui deve basarsi la sorveglianza sanitaria.

Alcune direttive europee e dei testi legislativi nazionali stabiliscono il contenuto e la metodologia della sorveglianza sanitaria per fattori specifici. La documentazione relativa deve essere conservata e i lavoratori devono essere informati dei risultati. Tuttavia, trattandosi di informazioni riservate, il datore di lavoro è informato solo dell’attitudine al lavoro del lavoratore e delle misure da adottare sul posto di lavoro.

Le direttive stabiliscono altresì i requisiti per la consultazione dei dati di controllo e sorveglianza sanitaria e le regole specifiche di conservazione della documentazione. Ad esempio, la direttiva sulla protezione dei lavoratori dagli agenti cancerogeni e mutageni stabilisce l’obbligo di conservazione della documentazione per 40 anni.

L’esposizione agli agenti biologici sul luogo di lavoro può essere associata a numerosi problemi di salute, compresi malattie infettive, tumori e allergie. Alcuni agenti biologici possono altresì danneggiare i feti.

I lavoratori che operano in determinati settori, quali l’assistenza sanitaria e i servizi veterinari, l’agricoltura, la gestione delle acque reflue e i laboratori, sono particolarmente a rischio. Tali lavoratori possono lavorare direttamente con microbi o esserne esposti per via del contatto, ad esempio, con liquidi corporei o con il suolo. Se la fonte dell’esposizione a un agente biologico è nota, è relativamente facile prevenire gli effetti negativi sulla salute. La gestione dei rischi da fonti di esposizione non conosciute è molto più difficile.

L’EU-OSHA offre diverse pubblicazioni su questo argomento:

Agenti biologici e malattie professionali: risultati della rassegna della letteratura, indagine di esperti e analisi dei sistemi di monitoraggio – relazione e sintesi

Documenti di discussione che identificano settori ad elevato rischio di esposizione ad agenti biologici: assistenza sanitaria, posizioni lavorative che comportano spostamenti e contatti con i viaggiatori, professioni connesse agli animali; gestione dei rifiuti e trattamento delle acque reflue; e campicoltura.

Le relazioni di controllo delle malattie correlate al lavoro ritenute segnali di allarme possono contribuire a individuare situazioni o luoghi di lavoro in cui occorre migliorare la sicurezza professionale e la gestione delle condizioni sanitarie. L’EU-OSHA ha pubblicato studi sui sistemi di allarme e sentinella in grado di rilevare i primi sintomi delle malattie sul lavoro:

sistemi di allarme e sentinella – rassegna della letteratura

sistemi di allarme e sentinella – seminario di esperti – atti

Approcci in materia di sistemi di allarme e sentinella per l’individuazione delle malattie correlate al lavoro nell’UE: relazione e sintesi

Sistemi di allarme e sentinella – seminario sulle politiche – atti 

Approcci in materia di sistemi di allarme e sentinella per l’individuazione delle malattie correlate al lavoro nell’UE: presentazione per un pubblico di esperti

Esamina tutti i documenti di discussione di esperti in materia di sistemi di allarme e sentinella

Il numero di infortuni sul posto di lavoro è diminuito del 25 % negli ultimi 10 anni. Si stima, tuttavia, che le malattie correlate al lavoro causino ancora 2,4 milioni di decessi in tutto il mondo ogni anno, 200 000 dei quali in Europa. 

Il lavoro dell’EU-OSHA in materia di malattie correlate al lavoro mira a fornire una base comprovata di conoscenze per la prevenzione, l’elaborazione delle politiche e le attività pratiche. Un altro importante obiettivo è quello di fornire una migliore panoramica della portata delle malattie professionali.

Le malattie correlate al lavoro comprendono:

Progetti attuali

Nel 2015 l’EU-OSHA ha avviato un progetto generale che riguarda tre ambiti di ricerca, politiche e pratica in materia di malattie sul lavoro:

Definizioni e regolamenti

Per «malattia correlata al lavoro» si intende qualunque malattia causata o aggravata da fattori ambientali nel luogo di lavoro. Rientrano in questa definizione le malattie che hanno cause complesse, che riguardano una combinazione fra fattori professionali e non legati al luogo di lavoro.

Per «malattia professionale» si intende qualunque malattia causata principalmente dall’esposizione a un fattore di rischio fisico, organizzativo, chimico o biologico, ovvero a una combinazione di tali fattori, nei luoghi di lavoro. Le malattie professionali sono essenzialmente quelle indicate nelle norme nazionali come malattie risultanti dall’esposizione ai fattori di rischio nei luoghi di lavoro. Il riconoscimento di una malattia professionale può essere associato a un risarcimento, se emerge chiaramente l’esistenza di un nesso causale tra l’esposizione nel luogo di lavoro e la malattia.

L’elenco europeo delle malattie professionali offre raccomandazioni su quali malattie professionali siano da includere negli elenchi nazionali degli Stati membri. Offre altresì raccomandazioni sull’introduzione di regole in materia di risarcimento, prevenzione e raccolta di dati statistici.

I documenti di orientamento a livello dell’UE e a livello nazionale definiscono i criteri diagnostici e di esposizione per riconoscere una malattia sul lavoro come una malattia professionale da includere negli elenchi. Ulteriori criteri si applicano al risarcimento, che è in gran parte dei casi associato a livelli minimi di infortunio o inabilità al lavoro. Numerosi Stati membri pubblicano in relazioni annuali i dati sulle malattie professionali riconosciute, ad esempio sullo stato della sicurezza e salute sul lavoro.

Quali sono le cause delle malattie sul lavoro?

Molti tipi di malattie, compresi i tumori, i disturbi respiratori, i disturbi cardiovascolari, le malattie della pelle, i disturbi muscolo-scheletrici e i problemi di salute mentale, possono essere causati o peggiorati dal lavoro. Sebbene le cause alla base di tali malattie possano essere complesse, taluni tipi di esposizione nei luoghi di lavoro contribuiscono notoriamente allo sviluppo o alla progressione di una malattia, tra questi l’esposizione a:

È importante monitorare attentamente i rischi associati a tali esposizioni, nonché la loro combinazione reciproca e i cambiamenti nei modelli lavorativi.

Sensibilizzare e promuovere la prevenzione

Fra le buone pratiche a livello aziendale rientra la promozione di una cultura della prevenzione dei rischi e del benessere sul posto di lavoro. È altresì fondamentale che le aziende affrontino e gestiscano i rischi e rispettino una gerarchia della prevenzione.

Altri modi per ridurre l’insorgenza di malattie correlate al lavoro consistono nella realizzazione di un monitoraggio proattivo per prevenire danni alla salute e di un ambiente lavorativo più sano attraverso attività di promozione della salute sul posto di lavoro.