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Comunicati stampa
COMUNICATO STAMPA - 25/01/2018 - 01:45

Gli esperti europei in materia di sicurezza e salute incontrano la commissaria UE per affrontare le sfide che si pongono alle micro e piccole imprese

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ospita la commissaria Marianne Thyssen e altre parti interessate in un seminario su come garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori nelle micro e piccole imprese. Il seminario si svolgerà a Bilbao il 25 gennaio, data in cui saranno altresì pubblicate due nuove relazioni che analizzano gli ultimi risultati del progetto dell’EU-OSHA sulle micro e piccole imprese. Le relazioni, così come il seminario, si concentrano su esempi di buone pratiche provenienti da tutta l’UE, che individuano i fattori chiave di successo e le sfide nonché l’importante ruolo degli intermediari quando si tratta di migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro (SSL) nelle micro e piccole imprese.

La tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro è uno dei principi chiave del nostro pilastro europeo dei diritti sociali. È essenziale che i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, le autorità nazionali e i consulenti nel settore della SSL lavorino insieme per garantire che i lavoratori nelle micro e piccole imprese possano godere di condizioni di lavoro sane e sicure.

Molte micro e piccole imprese incontrano difficoltà nel gestire la SSL e i lavoratori in queste imprese rischiano con maggiori probabilità, rispetto ad altre imprese di più grandi dimensioni, di avere problemi di sicurezza o di salute. In effetti, più dell’80 % di tutti gli infortuni sul lavoro nell’UE si verifica in micro, piccole o medie imprese – e più piccola è l’azienda, maggiore è il rischio. I risultati delle più recenti relazioni gettano luce su problemi e preoccupazioni specifici delle micro e piccole imprese, su atteggiamenti e comportamenti relativi alla SSL e sui fattori che favoriscono o ostacolano l’attuazione di misure di SSL in tali imprese. Gli esempi di buone pratiche forniti da micro e piccole imprese, analizzati in modo approfondito nel corso del progetto, forniscono agli esperti una visione di ciò che funziona, per chi e in quali circostanze. Gli approcci mirati a sostenere la SSL che hanno avuto esiti positivi comprendono attività di sensibilizzazione, formazione, fornitura di strumenti pratici e incentivi economici. Dalle relazioni emerge inoltre chiaramente il ruolo strumentale svolto dagli intermediari nel sostenere la SSL nelle micro e piccole imprese, che costituisce un argomento chiave di discussione nel seminario.

Marianne Thyssen, commissaria europea responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, sottolinea: «La tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro è uno dei principi chiave del nostro pilastro europeo dei diritti sociali, così come il dialogo sociale e il coinvolgimento dei lavoratori. In questo contesto e come dimostrano gli esempi positivi, è essenziale che i rappresentanti dei datori di lavoro, i rappresentanti dei lavoratori, le autorità nazionali e i consulenti per la sicurezza e la salute sul lavoro collaborino per sostenere la sicurezza e la salute nelle micro e piccole imprese e per garantire che i lavoratori in queste imprese possano godere di condizioni di lavoro sane e sicure».

Esempi di buone pratiche

Il valore della cooperazione tra le diverse parti interessate e dell’integrazione della SSL nella catena di fornitura è particolarmente ben illustrato dal progetto del Parco Olimpico britannico. Durante la costruzione del Parco Olimpico, tutte le parti interessate – tra cui l’autorità nazionale di regolamentazione in materia di SSL, i contraenti e i sindacati – sono state consultate prima dell’inizio del progetto e in tutte le sue fasi. La sicurezza e la salute costituivano una priorità assoluta e – attraverso la gestione della catena di fornitura – tutte le micro e piccole imprese in subappalto erano tenute a rispettare rigorosi standard di SSL, cosa che ha condotto a un tasso eccezionalmente basso di incidenti durante la costruzione. È essenziale, per migliorare la SSL, motivare le micro e piccole imprese a intraprendere azioni e a far conoscere meglio gli strumenti e la normativa pertinenti. In Danimarca, nell’ambito di un’iniziativa nazionale di ispezione del lavoro, gli ispettori visitano sistematicamente le micro e piccole imprese e forniscono orientamenti e risorse in materia di SSL, al fine di raggiungere e avviare un dialogo con tutte le micro e piccole imprese.

La direttrice dell’EU-OSHA, Christa Sedlatschek, pone in evidenza un altro esempio di come le azioni degli intermediari a livello nazionale possano aiutare le micro e piccole imprese a gestire la SSL. «In Francia, gli strumenti della valutazione interattiva dei rischi on-line (OiRA) sono stati integrati nell’approccio preventivo alla SSL. Utilizzando la struttura sviluppata dall’EU-OSHA, l’Istituto nazionale per la ricerca e la sicurezza ha adattato gli strumenti OiRA alle esigenze di due settori vulnerabili dominati da micro e piccole imprese – il trasporto stradale e la ristorazione – consentendo alle imprese di valutare i propri rischi e di attuare misure volte a migliorare la sicurezza e la salute. Questo esempio è particolarmente significativo per il modo in cui le azioni concertate di diversi istituti regionali e nazionali nel settore della SSL, organizzazioni professionali e altri partner settoriali pertinenti hanno consentito lo sviluppo e la diffusione di questi strumenti presso le micro e piccole imprese».

Benché tutti gli esempi riportati dimostrino che strumenti efficaci e interventi ben progettati possono sostenere con successo la SSL nelle micro e piccole imprese, molte delle iniziative hanno carattere volontario e pertanto non raggiungeranno le micro e piccole imprese che adottano un approccio reattivo alla SSL e non si impegnano attivamente con le istituzioni nel settore della SSL.

In che modo, quindi, è possibile formulare politiche e programmi atti a soddisfare le esigenze delle micro e piccole imprese più difficili da raggiungere? La relazione di analisi finale del progetto, che sarà pubblicata successivamente nel corso dell’anno, tratterà questo tema in dettaglio, concentrandosi sulla trasferibilità delle buone pratiche ed esplorando il ruolo delle politiche e dei programmi in un contesto normativo e socioeconomico.

 

Collegamenti:

Note all'editore: 
1.

L’EU-OSHA ha avviato nel 2014 un progetto triennale mirato a individuare politiche efficaci, strategie e approcci pratici alla gestione della SSL nelle micro e piccole imprese, che sono vitali per la società e l’economia dell’UE. Il progetto, commissionato a un gruppo di ricercatori che forma il consorzio SESAME – Safe Small and Micro Enterprises (Piccole e micro imprese sicure), è stato realizzato in quattro fasi: la fase 1 ha valutato la situazione attuale per quanto riguarda la SSL nelle micro e piccole imprese; la fase 2 ha esplorato la SSL nelle micro e piccole imprese dal punto di vista del luogo di lavoro; la fase 3 ha esaminato i fattori di successo per politiche e pratiche efficaci in materia di SSL; e la fase 4 comprende l’analisi finale dei risultati del progetto. Nel complesso, i tre obiettivi principali del progetto sono (1) fornire un sostegno basato su dati oggettivi per le raccomandazioni politiche, (2) individuare buone pratiche sul luogo di lavoro nel garantire una buona gestione della SSL e (3) informare le ricerche future sui fattori determinanti di un’adeguata SSL. I risultati di ciascuna di queste fasi sono stati pubblicati nel 2016 e nel 2017.

2.

L'obiettivo dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) è contribuire a rendere l'Europa un luogo più sicuro, sano e produttivo in cui lavorare. Oltre a svolgere ricerche ed elaborare e distribuire informazioni affidabili, equilibrate e imparziali nel campo della sicurezza e della salute, l'Agenzia organizza campagne paneuropee di sensibilizzazione. Istituita nel 1994 dall'Unione europea, l'EU-OSHA, che ha sede a Bilbao (Spagna), riunisce rappresentanti della Commissione europea, dei governi degli Stati membri, delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori nonché esperti di spicco in ciascuno dei 28 Stati membri dell'UE e oltre.

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