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COMUNICATO STAMPA - 28/07/2020 - 01:15

La pandemia di COVID-19 accentua la necessità di proteggere i lavoratori dall’esposizione ad agenti biologici

Una nuova relazione dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) riassume i risultati di un progetto principale inteso ad affrontare il problema dell’esposizione ad agenti biologici sul luogo di lavoro e degli effetti sulla salute correlati. Benché sia stato condotto prima della pandemia di COVID-19, i relativi risultati sono altamente pertinenti nel contesto globale attuale. I risultati riguardano ambiti problematici, gruppi vulnerabili, rischi emergenti e sistemi di monitoraggio.

I problemi sanitari globali mettono a dura prova i sistemi sanitari e si rendono necessarie misure urgenti per proteggere i lavoratori dalle malattie infettive, che vadano oltre alla fornitura di dispositivi di protezione.

L’esposizione ad agenti biologici sul luogo di lavoro è diffusa e legata a numerosi problemi di salute, tra cui le malattie infettive, le allergie e il cancro. Si stima che, solo nell’UE, ogni anno muoiano 5 000 lavoratori a causa di malattie infettive lavoro-correlate. La nuova relazione dell’EU-OSHA intende sensibilizzare in merito e fornire informazioni affidabili che aiutino a definire efficaci misure preventive.

La ricerca mira a individuare e descrivere le esposizioni principali, mentre la relazione contiene un’analisi approfondita di cinque settori/tipi di occupazione particolarmente a rischio di esposizione:

  • settore sanitario
  • attività lavorative incentrate sugli animalitrattamento dei rigiuti e delle acque ref
  • trattamento dei rifiuti e delle acque reflue
  • campicoltura
  • attività lavorative che prevedono viaggi o contatti con i viaggiatori.

Il progetto si incentra inoltre sui rischi emergenti, compresi i batteri multiresistenti e la maggiore diffusione di agenti infettivi. Ad esempio, l’insorgenza delle epidemie di sindrome respiratoria acuta grave (SARS) e di COVID-19 in Europa è legata al fenomeno della globalizzazione. Il direttore esecutivo dell’EU-OSHA, Christa Sedlatschek, sottolinea l’effetto di tali pandemie sul settore sanitario: «I problemi sanitari globali mettono a dura prova i sistemi sanitari e si rendono necessarie misure urgenti per proteggere i lavoratori dalle malattie infettive, che vadano oltre la fornitura di dispositivi di protezione. La sicurezza e la salute degli operatori sanitari deve essere una priorità in una situazione di emergenza quale la pandemia di COVID-19, che ha evidenziato l’importanza dell’attuazione delle tutele giuridiche esistenti».

Gli esperti intervistati nell’ambito del progetto hanno menzionato la necessità di piani di emergenza che assegnino risorse finanziarie per affrontare eventuali futuri focolai di malattie. Hanno inoltre asserito che le informazioni raccolte tramite le relazioni obbligatorie potrebbero contribuire a individuare i primi segni della diffusione di una malattia.

Esiste un quadro giuridico per proteggere le persone dall’esposizione ad agenti biologici nocivi sul luogo di lavoro, ma è necessario svolgere opera di sensibilizzazione in merito. Per meglio organizzare il modo in cui si affrontano i rischi, è necessario analizzare e registrare l’esposizione ad agenti biologici e i problemi di salute che ne derivano. In quest’ottica la ricerca ha osservato ed esaminato i sistemi di monitoraggio delle malattie e delle esposizioni. Anche fornire maggiore formazione e orientamenti ai datori di lavoro e ai lavoratori contribuirà a garantire una prevenzione più sistematica.

La ricerca mette in evidenza la scarsa consapevolezza riguardo all’esposizione agli agenti biologici in tutti i settori, ad eccezione di quello sanitario e dei laboratori. Inoltre, i giovani, gli addetti alle pulizie e alla manutenzione, i migranti e le donne in gravidanza sono particolarmente a rischio, pertanto è necessario migliorare l’accesso alle informazioni e attuare misure specifiche per proteggere tali categorie.

Gli esempi degli studi dei casi dimostrano quanto sia importante riconoscere i rischi e agire collettivamente per gestirli. Ad esempio, in Finlandia i servizi di medicina del lavoro hanno usato efficacemente i dati sulla sorveglianza sanitaria per interventi mirati relativi alle affezioni polmonari tra gli agricoltori. Le misure introdotte hanno ridotto il numero di casi e hanno aiutato i lavoratori agricoli che avevano già avuto problemi di salute.

La relazione conclude altresì che i settori colpiti da esposizione involontaria necessitano di orientamenti generali e che è fondamentale informare adeguatamente i lavoratori. È essenziale rispettare la gerarchia delle misure di controllo stabilite dalla normativa e dare priorità alle misure di protezione collettive piuttosto che a quelle individuali.

Collegamenti

Note all'editore: 
1.

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) contribuisce a rendere l’Europa un luogo più sicuro, sano e produttivo in cui lavorare. Oltre a svolgere ricerche, elaborare e distribuire informazioni affidabili, equilibrate e imparziali nel campo della sicurezza e della salute, l’Agenzia organizza campagne paneuropee di sensibilizzazione. Istituita nel 1994 dall’Unione europea, l’Agenzia, che ha sede a Bilbao, in Spagna, riunisce rappresentanti della Commissione europea, dei governi degli Stati membri, delle organizzazioni di datori di lavoro e di lavoratori nonché esperti di spicco in ciascuno degli Stati membri dell’UE e di altri paesi.

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