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Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

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Rumore in agricoltura e silvicoltura

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Introduzione

“Dall'analisi delle tendenze nelle pratiche agricole e nello sviluppo dei macchinari emerge che i problemi associati al rumore sono ancora presenti in maniera preponderante nel settore agricolo, sebbene negli ultimi anni si sia osservato un incremento costante della disponibilità di materiali e attrezzature per il controllo del rumore. L'apparente riluttanza del comparto ad accettare l'utilizzo di tali metodi per la riduzione del rumore è probabilmente dovuta, almeno in parte, al costo che, secondo gli agricoltori, essi comporterebbero”.

È difficile stimare il numero di lavoratori (autonomi e dipendenti) in agricoltura e silvicoltura affetti da danni all'udito nell'Unione europea.

Uno studio del 1981 condotto negli Stati Uniti ha stimato che il 10 percento dei 3,6 milioni di lavoratori agricoli americani è esposto a livelli quotidiani medi di rumore superiori a 85 decibel, livelli ai quali potrebbe anche essere esposta una percentuale non calcolabile degli altri 11,8 milioni di familiari dei lavoratori agricoli, agricoltori a tempo parziale e lavoratori temporanei.

Esempi di livelli di rumore in agricoltura
Macchinari agricoli
Essiccatoio di cereali a cascata 93,4 dB(A)
Essiccatoio di cereali a flusso incrociato 93,8 dB(A)
Essiccatoio di foraggio verde 89,8 dB(A)
Appiattitore per la preparazione di mangimi 92,3 dB(A)
Raccoglitrice/pulitrice di luppolo 93,9 dB(A)
Zona di preparazione di verdure/capannone di imballaggio 91,6 dB(A)
Raccoglitrice di barbabietole 91,7 dB(A)
Trattore a catene 97,5 dB(A)
Impolveratrice pneumatica (trasportata manualmente) 89,4 dB(A)
Segatrice a catena 103,9 dB(A)
Spennatrice di tacchini 99,8 dB(A)
Pollaio 94,4 dB(A)
Polverizzatore per colture arboree da frutto 85-100 dB(A)
Utilizzo di trattori
Trattore con falciatrice a dischi 91,1 dB(A)
Trattore con imballatrice ad alta densità 96,8 dB(A)
Trattore con tagliasiepi 89,6 dB(A)
Trattore con polverizzatore per colture arboree da frutto 97,9 dB(A)
Trattore con trinciapaglia 90,4 dB(A)
Trattore con cabina 73-90 dBA
Trattore senza cabina 91-99 dBA
Trattore a pieno regime 105 dBA
Trattore a pieno carico 120 dBA
Veicolo fuoristrada 100 dBA

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Rumore in silvicoltura

Tra le fonti di rumore in silvicoltura vi sono:

  • Veicoli fuoristrada
  • Trinciaceppi
  • Sfibratori
  • Scortecciatrici
  • Trivelle per pali

Conseguenze del rumore

L'esposizione al frastuono, soprattutto per periodi prolungati, può causare una perdita dell'udito indotta dal rumore. L'esposizione prolungata ai rumori agricoli può comportare una perdita permanente dell'udito, a meno che non si adottino misure di controllo.

Il rumore può inoltre causare ulteriori disturbi e interagire con gli altri pericoli presenti sul luogo di lavoro aumentando il generale livello di rischio per i lavoratori.

Il rumore può:

  • causare stress con conseguenti esiti negativi sulla salute (ad esempio, ipertensione, depressione),
  • provocare infortuni dal momento che comunicazione e segnalazioni acustiche sono rese più difficili dal rumore,
  • interagire con sostanze chimiche danneggiando l'orecchio e causando sordità.

La perdita dell'udito indotta dal rumore non è curabile, ma si può prevenire. I datori di lavoro hanno la responsabilità legale di prevenire o ridurre l'esposizione dei lavoratori al rumore.

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Prevenzione e riduzione del rumore in agricoltura e silvicoltura

Uno studio commissionato dall'Health and Safety Executive (Regno Unito) ha scoperto che è possibile ridurre l'esposizione quotidiana al rumore di 3-16 dB(A), semplicemente adottando misure per controllare il rumore alla fonte. In talune situazioni possono comunque risultare necessari ulteriori dispositivi di protezione individuale dell'udito.

Per ridurre l'esposizione dei lavoratori al rumore, il rumore va gestito attivamente.

Tale intervento può considerarsi un processo in quattro fasi.

1. Valutazione: valutazione dei rischi legati al rumore da parte di una persona competente.
2. Eliminazione: vale a dire eliminazione delle fonti di rumore dal luogo di lavoro.
3. Controllo: introduzione di misure per prevenire l'esposizione ricorrendo, ove del caso, come ultima risorsa, a dispositivi di protezione individuale dell'udito.
4. Verifica: ovvero verifica di eventuali cambiamenti intervenuti nel lavoro e conseguente modifica delle misure di valutazione e controllo.

Valutazione

L'esposizione dei lavoratori al rumore andrebbe valutata prestando particolare attenzione ai seguenti aspetti:

  • lavoratori e loro esposizione, ivi compreso:
    • livello, tipo e durata dell'esposizione, comprese eventuali esposizioni a rumore da impulso o impatto nonché appartenenza del lavoratore ad uno specifico gruppo di rischio;
    • ove possibile, effetti sulla salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni tra rumore e vibrazioni nonché tra rumore e sostanze ototossiche (sostanze che possono nuocere all'orecchio) associate al lavoro;
  • rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori causati dall'impossibilità di udire allarmi o segnalazioni acustiche;
  • prolungamento dell'esposizione al rumore oltre il normale orario di lavoro sotto la responsabilità del datore di lavoro;
  • informazioni e conoscenze tecniche, ivi comprese:
    • informazioni sull'emissione di rumore fornite dai produttori di attrezzature di lavoro;
    • esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l'emissione di rumore;
    • informazioni pertinenti fornite da organi preposti alla sorveglianza della salute;
    • disponibilità di idonei dispositivi di protezione dell'udito.

Eliminazione del rumore

Ove possibile, la produzione di rumore dovrebbe essere eliminata, obiettivo che si può conseguire modificando la struttura o il metodo di lavoro. Qualora l'eliminazione non dovesse essere possibile, il rumore dovrebbe essere controllato.

Controllo

La protezione dei lavoratori dal rumore è strutturata in tre fasi che prevedono l'adozione di misure tecniche e organizzative vale a dire:

1. controllo del rumore alla fonte;
2. misure collettive, tra cui organizzazione del lavoro;
3. dispositivi di protezione individuale dell'udito.

Controllo del rumore alla fonte

  • Utilizzo di una macchina con emissioni inferiori di rumore;
  • adozione di misure per evitare forti rumori da impatto;
  • introduzione di smorzatori per ridurre il rumore o isolamento delle parti soggette a vibrazioni;
  • installazione di silenziatori;
  • manutenzione preventiva: con l'usura dei componenti, i livelli di rumore possono mutare.

Misure di controllo collettive

Oltre alle azioni prima descritte, è possibile intraprendere misure per ridurre l'esposizione al rumore di tutti coloro che potrebbero essere esposti. Tra le misure collettive vi sono:

  • isolamento delle procedure rumorose e limitazione dell'accesso alle zone rumorose;
  • interruzione del percorso del rumore aereo attraverso l'impiego di recinzioni e barriere insonorizzanti;
  • utilizzo di materiali fonoassorbenti per ridurre il suono riflesso (si dovrebbe prestare attenzione all'utilizzo di macchinari all'interno di edifici, ad es. impianti di macinazione e miscelazione in capannoni, in quanto le costruzioni possono amplificare il rumore);
  • organizzazione del lavoro in maniera da limitare il tempo trascorso nelle zone rumorose (per esempio, sistemi di alimentazione meccanici o automatici possono ridurre la necessità di entrare nell'edificio quando il rumore raggiunge livelli di picco);
  • pianificazione del lavoro rumoroso in maniera che sia svolto quando è esposto il minor numero possibile di lavoratori;
  • attuazione di programmi di lavoro che controllino l'esposizione al rumore.

Dispositivi di protezione individuale dell'udito

I dispositivi di protezione individuale dell'udito dovrebbero essere impiegati come ultima risorsa. Nel caso in cui siano indispensabili:

  • i dispositivi di protezione individuale dell'udito dovrebbero essere indossati rendendone obbligatorio l'utilizzo;
  • i dispositivi dovrebbero essere idonei al lavoro svolto nonché al tipo e al livello di rumore, oltre che compatibili con altri dispositivi di protezione;
  • i lavoratori dovrebbero poter scegliere tra vari dispositivi idonei di protezione individuale dell'udito in maniera da poter individuare il più comodo;
  • si dovrebbe impartire formazione sulle modalità di utilizzo, conservazione e manutenzione dei dispositivi di protezione dell'udito.

Verifica

La valutazione dei rischi dovrebbe essere verificata spesso apportando le conseguenti modifiche necessarie alle misure di controllo in essere.

Formazione

La formazione è un aspetto importante del controllo del rumore. Vanno formati ad esempio:

  • coloro che svolgono la valutazione del rumore;
  • personale responsabile, in maniera che possa assolvere i propri doveri per quanto concerne controllo e documentazione;
  • lavoratori, i quali hanno bisogno di sapere come e perché utilizzare le attrezzature di lavoro e le misure di controllo per ridurre al minimo l'esposizione al rumore.

La formazione dovrebbe essere quanto più specifica possibile. I lavoratori dovrebbero infatti sapere come ridurre al minimo la loro esposizione al rumore, soprattutto per quanto concerne i lavoratori neoassunti.

Controllo e monitoraggio della salute

I lavoratori hanno diritto ad un idoneo controllo della salute. In tal caso, ad esempio mediante prove audiometriche preventive, esistono disposizioni che impongono di tenere una documentazione sanitaria individuale e fornire informazioni ai lavoratori. I dati acquisiti tramite la procedura di controllo dovrebbero essere impiegati per riesaminare la valutazione dei rischi e le misure di controllo.

Consultazione dei lavoratori

Spesso i lavoratori sono in grado di fornire indicazioni riguardanti problemi specifici legati al rumore e le possibili soluzioni. Dipendenti e loro rappresentanti dovrebbero quindi essere consultati nell'ambito di una procedura di valutazione ed al momento di discutere le modalità per attuare le misure di controllo.

Nei casi seguenti è altresì opportuno consultare i lavoratori e/o i loro rappresentanti:

  • quando si valutano i rischi;
  • in merito alla scelta dei dispositivi di protezione individuale;
  • sui risultati del monitoraggio, compreso quello della salute.
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