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Le sostanze pericolose comprendono tutti i liquidi, i gas o i solidi, siano essi chimici o biologici, che costituiscono un rischio per la salute o la sicurezza dei lavoratori. Questa sezione del sito è dedicata ai prodotti chimici.
Spesso nei luoghi di lavoro sono presenti sostanze pericolose. Stando ad un recente sondaggio, il 16% dei lavoratori europei riferisce di aver manipolato prodotti pericolosi e il 22% un'esposizione a vapori tossici. Molti lavoratori in agricoltura rischiano di venire in contatto con prodotti chimici come pesticidi, farmaci ad uso veterinario, prodotti solventi e oli.
Il costo delle malattie derivanti dall'esposizione a sostanze pericolose è assai elevato. Si stima, ad esempio, che le malattie professionali della pelle costano all'Unione europea 600 milioni di euro all'anno per un totale di giorni di lavoro persi che, nel 2000, ha raggiunto la soglia di 3 milioni di giorni nella sola UE-15.
Le sostanze pericolose possono causare danni di tipo diverso, derivanti da un'unica breve esposizione o dall'accumulo prolungato di sostanze nel corpo, tra cui:
La normativa comunitaria impone ai datori di lavoro di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori, in conformità delle seguenti linee guida:
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La normativa comunitaria è intesa a ridurre al minimo i rischi per la salute derivanti da sostanze pericolose sul luogo di lavoro, in cima alla lista gerarchica delle misure di controllo per proteggere i lavoratori dalle sostanze pericolose vi sono l'eliminazione e la sostituzione.
I capisaldi della normativa comunitaria in questo campo sono i regolamenti sulla:
Esiste inoltre una legislazione che disciplina la classificazione e l'etichettatura delle sostanze pericolose che impone un'idonea etichettatura e la messa a disposizione di informazioni da parte di produttori e fornitori.
Le direttive europee vengono recepite con normative nazionali. Gli Stati membri hanno il diritto di inserire disposizioni ulteriori o maggiormente restrittive per la protezione dei lavoratori come, ad esempio, restrizioni sull'uso di alcuni processi di lavoro o soglie più basse. Le direttive impongono soltanto requisiti minimi. Si raccomanda pertanto vivamente di ottenere chiarimenti sulla legislazione nazionale specifica per l'utilizzo di sostanze pericolose sul luogo di lavoro.
È inoltre importante sapere che i regolamenti concernenti la valutazione dei rischi, le misure tecniche e i limiti di esposizione valgono anche per le sostanze pericolose generate da determinati processi di lavorazione (ad es. polvere di legno o fumi di saldatura).
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La valutazione dei rischi è prevista dalla normativa comunitaria, recepita in tutti gli Stati membri. Valutare i rischi significa identificare ciò che può arrecare danno in maniera da poter adottare misure preventive. Una corretta valutazione dei rischi costituisce la base per una gestione efficace dei rischi medesimi.
È importante che la valutazione comprenda gli incidenti prevedibili, gli interventi di manutenzione come pure un piano eventuale delle misure da adottare, fra cui le misure di primo intervento.
Al momento della valutazione dei rischi, occorre stilare un inventario delle sostanze pericolose, che potrà del pari fornire indicazioni circa la scala di priorità di eliminazione e sostituzione, rendendo possibile un raffronto tra i dati relativi alle sostanze impiegate (ossia quantità, processo, numero di lavoratori esposti, risultati delle misurazioni sul luogo di lavoro o stima dell'esposizione e classificazione delle sostanze). Dette priorità di sostituzione dovrebbero essere riviste sistematicamente e, in ogni caso, nel momento in cui si modificano i processi di lavorazione.
Le fonti per reperire informazioni sulle sostanze pericolose sono numerose. Uno dei modi più semplici, ancorché sommari, per raffrontare la pericolosità potenziale di determinate sostanze consiste nell'esaminarne le informazioni di classificazione ed etichettatura, che dovrebbero figurare nelle schede di sicurezza fornite con i prodotti chimici. In mancanza di schede di sicurezza, è possibile consultare le fonti del fornitore (documenti tecnici, istruzioni per l'uso). Peraltro riguardo ad alcuni prodotti, come quelli farmaceutici (ad es. farmaci citostatici), i fornitori non sono tenuti a mettere a disposizione schede di sicurezza.
La valutazione dei rischi dovrebbe essere rivista in caso di variazioni della procedura di lavoro oppure al momento di introdurre nuovi prodotti chimici o adeguare un processo, quando si verificano infortuni e danni alla salute e, in ogni caso, con sistematicità per garantire che i risultati siano sempre aggiornati.
I limiti di esposizione professionale (LEP) per le sostanze pericolose forniscono informazioni importanti ai fini della valutazione e della gestione dei rischi. Peraltro sussistono limiti di esposizione professionale soltanto per un limitato numero di sostanze correntemente utilizzate sul luogo di lavoro. Alcune direttive europee contengono una serie di soglie indicative vincolanti.
Ciascun Stato membro dell'Unione europea fissa i propri LEP, generalmente includendo un maggior numero di sostanze rispetto alla direttiva. I LEP stabiliti a livello nazionale possono essere vincolanti (vale a dire che devono essere obbligatoriamente rispettati) o indicativi (ossia costituiscono un'indicazione di ciò che dovrebbe essere ottenuto). Spetta al datore di lavoro garantire che l'esposizione dei lavoratori non superi i limiti nazionali. Per ulteriori dettagli, consultare le informazioni dell'Agenzia sui Limiti di esposizione professionale.
Gli elenchi di limiti di esposizione professionale offrono inoltre indicazioni sul potenziale di sensibilizzazione e di penetrazione della pelle, la cosiddetta “notazione cutanea”. Piccolissime quantità di una sostanza, assai inferiori alle soglie di concentrazione ai fini dell'etichettatura e al limite di esposizione professionale, possono infatti provocare una reazione allergica nei soggetti sensibili.
Se una sostanza o un prodotto chimico è classificato come pericoloso, il produttore o l'importatore è tenuto ad apporre un'etichetta di pericolo sulla confezione, riportando in particolare:
Sono inoltre previste disposizioni per preparazioni contenenti varie sostanze pericolose che richiedono diversi simboli e frasi di rischio.
I simboli di rischio, le frasi di rischio (R) e le frasi di sicurezza (S) indicano la pericolosità della sostanza e le relative misure di sicurezza. Sia le frasi R che le frasi S sono stabilite da direttive comunitarie ed utilizzate per l'etichettatura delle confezioni e nelle schede di sicurezza quale avvertimento e guida all'uso di prodotti e preparati pericolosi. Le frasi di rischio sono descrizioni standardizzate dei rischi potenziali del prodotto in caso di normale manipolazione e impiego (ad es. R21 "Nocivo a contatto con la pelle"). Le frasi di sicurezza e le loro combinazioni indicano le misure preventive da adottare (ad es. S15 "Conservare lontano dal calore").
Per l'utilizzo sul luogo di lavoro, nelle schede di sicurezza occorre riportare ampie informazioni aggiuntive in forma standardizzata in merito agli effetti sulla salute, al contenuto del prodotto, alle misure di protezione appropriate e ai dispositivi di protezione individuale che potrebbero risultare necessari.
Le sostanze sensibilizzanti per la pelle dovrebbero essere identificate e sarebbe opportuno valutarne l'esposizione. Alcuni sensibilizzanti chimici per la pelle sono classificati ed elencati nei regolamenti dell'Unione europea. Essi sono etichettati con frasi R (ad es. R43 “Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle” o R42/43 “Può provocare sensibilizzazione per inalazione e contatto con la pelle”).
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La normativa comunitaria stabilisce un elenco, gerarchicamente ordinato, delle misure per prevenire o ridurre l'esposizione dei lavoratori alle sostanze pericolose.
Qualsiasi esposizione evitabile a sostanze pericolose dovrebbe essere eliminata. Il passaggio da una sostanza ad un'altra si svolge in tre fasi:
1) individuazione delle alternative: identificare tutte le alternative disponibili. Esaminare metodi di processo alternativi (in modo da ovviare completamente alla necessità di utilizzare una certa sostanza) e potenziali sostanze sostitutive (qualora l'eliminazione non dovesse essere possibile). Se la sostanza che si intende sostituire è impiegata in un processo largamente utilizzato (ad es. verniciatura a spruzzo o sgrassaggio), è probabile che le alternative siano numericamente maggiori;
2) raffronto delle alternative: condurre una valutazione dei rischi di tutte le alternative, includendo la sostanza o il processo utilizzato, e raffrontarne i risultati. Verificare la legislazione nazionale applicabile in materia di sicurezza e salute sul lavoro nonché la legislazione esistente in materia di sicurezza dei prodotti e ambiente, per accertarsi che le alternative siano legali e compatibili, quindi appurare gli standard minimi da rispettare;
3) decisione: prendere una decisione sulla base delle esigenze normative, delle possibilità tecnologiche, delle potenziali implicazioni per la qualità dei prodotti, dei costi, compresi quelli di investimento necessari, e della formazione all'utilizzo del nuovo prodotto.
Ove tecnicamente possibile, sostanze cancerogene e mutagene vanno sostituite! In alcuni Stati membri, questa regola si applica anche alle sostanze tossiche per l'apparato riproduttivo.
Non trascurare le procedure di manutenzione e i potenziali pericoli di infortunio. Determinate sostanze possono presentare un rischio elevato ove liberate incidentalmente.
La necessità di utilizzare una sostanza o la generazione di un prodotto di scarto (ad es. fumi di saldatura) può essere eliminata modificando o evitando un determinato processo di lavorazione. Ci si dovrebbe chiedere, ad esempio, se:
L'esposizione ai sensibilizzanti della cute può essere evitata modificando il processo il lavorazione (ad es. introducendo tecniche che non prevedano contatto, progettando le confezioni di materiale in maniera da poter evitare il contatto accidentale).
Se non è possibile modificare il processo di lavorazione, si può tentare di eliminare o evitare l'esposizione a sostanze che:
L'eliminazione dell'uso di una sostanza pericolosa o la sua sostituzione con una meno pericolosa va a beneficio di chiunque sia coinvolto nel processo. L'eliminazione o la sostituzione può contribuire:
L'eliminazione o la sostizione possono eventualmente comportare:
Gli agenti sensibilizzanti possono causare una sensibilizzazione allergica in concentrazioni inferiori ai limiti di esposizione professionale convenzionalmente stabiliti. Anche una bassissima esposizione ai sensibilizzanti può comportare sintomi respiratori allergici in lavoratori già sensibilizzati. Per questi motivi, ove possibile, dovrebbero essere sostituiti.
Qualora l'eliminazione o la sostituzione non fosse possibile, si raccomandano le azioni riportate qui di seguito in ordine di priorità:
Ridurre al minimo la concentrazione, la durata e la frequenza dell'esposizione nonché il numero di lavoratori esposti. Stabilire se le precauzioni in essere sono idonee o se ne vanno adottate altre. Appurare se sono disponibili istruzioni e indicazioni standard. Se si modificano le pratiche di lavoro, valutare i cambiamenti che intervengono a livello di esposizione.
La gestione delle emissioni alla fonte è il metodo migliore per controllare l'esposizione. La prevenzione sistematica delle polveri e di aerosol è del pari consigliata, essa può venire effettuata nei modi seguenti:
I dispositivi di protezione individuale come i respiratori andrebbero utilizzati in aggiunta ad altre misure di controllo attuabili qualora l'esposizione non possa essere evitata in altri modi. I dispositivi dovranno essere conformi ai regolamenti comunitari.
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Una volta introdotta una misura di controllo nel processo, verificarne l'efficacia. Occorre valutare sistematicamente la situazione per identificare condizioni di lento deterioramento (ad es. efficacia ridotta dei sistemi di ventilazione) e cambiamenti intervenuti nelle prassi di lavoro.
In caso di lavoratori che potrebbero essere esposti a sostanze cancerogene e mutagene o ad alcuni agenti biologici, i datori di lavoro dovranno tenere una documentazione contenente informazioni sull'esposizione e la sorveglianza della salute. Inoltre, i lavoratori dovranno poter accedere ai loro dati personali; questi requisiti sono recepiti dalla legislazione nazionale.
Monitorare regolarmente l'esposizione e i problemi di salute e svolgere una nuova valutazione, soprattutto allorquando i metodi di lavoro vengono modificati. In caso di sintomi respiratori associabili al lavoro, procedere con esami medici. Registrare i risultati. Qualsiasi disturbo cutaneo che si sospetta possa essere correlato al lavoro dovrebbe essere immediatamente segnalato e verificato con esame medico. Colleghi di lavoro che svolgano la stessa mansione potrebbero anch'essi presentare analoghi problemi cutanei.
La formazione dei lavoratori sulla base della valutazione è un elemento importante della gestione dei rischi per seguire pratiche di lavoro sicure. Lavoratori formati possono lavorare non solo in modo più efficiente, ma anche in maniera più sicura e con meno rischi per la loro salute. Il rischio posto da una sostanza è determinato da due fattori, ossia le caratteristiche della sostanza e il livello di esposizione. Lavoratori adeguatamente formati sono in grado di riconoscere il rischio di esposizione e sanno cosa fare per controllarla.
I lavoratori dovrebbero essere informati dei rischi che corrono e delle misure preventive in essere per controllare tali rischi. Essi devono sapere come lavorare in maniera sicura e come utilizzare gli eventuali dispositivi di protezione.
Dal canto loro i datori di lavoro devono assicurare che i lavoratori e/o i loro rappresentanti ricevano informazioni e vengano formati sui seguenti argomenti:
Inoltre, il datore di lavoro dovrà assicurarsi che i lavoratori siano al corrente delle eventuali modifiche intervenute in tali condizioni.
I lavoratori dovrebbero inoltre sapere:
I sensibilizzanti sono sostanze che causano reazioni allergiche. Le direttive comunitarie elencano le sostanze sensibilizzanti. I sensibilizzanti respiratori devono essere etichettati con le frasi R (ad es. R42 “Può provocare sensibilizzazione per inalazione” o R42/43 “Può provocare sensibilizzazione per inalazione e contatto con la pelle”). Tali sostanze possono essere suddivise in due grandi categorie:
I disturbi cutanei professionali sono causati dal lavorare a contatto con determinate sostanze. Tali disturbi generalmente interessano mani e avambracci, ovvero le estremità maggiormente esposte al rischio di contatto, ma possono diffondersi ad altre zone del corpo. I sintomi iniziali comprendono secchezza, rossore e prurito a livello cutaneo. La pelle può presentare rigonfiamenti, fissurazioni, desquamazioni e ispessimenti. Possono inoltre manifestarsi delle bolle. La rapidità con la quale si sviluppa una reazione della pelle dipende dalla forza o dalla potenza della sostanza nonché dalla durata e dalla frequenza del contatto con la pelle. Tali cambiamenti cutanei spesso migliorano quando il lavoratore è lontano dal luogo di lavoro (ad es. durante i fine settimana e nei periodi di ferie).
I lavoratori esposti regolarmente a liquidi e all'utilizzo di acqua, che può distruggere la naturale barriera di difesa della pelle, sono quelli maggiormente a rischio, situazione alla quale contribuisce anche l'esposizione della cute a temperature estreme, raggi solari e rischi biologici.
In agricoltura, proteine animali di urine e detriti epidermici sono potenziali sensibilizzanti della cute, unitamente a farine e alcune verdure, piante e spezie.
Il sistema immunitario dell'uomo è strutturato per difendere il corpo da agenti esterni infettivi e nocivi di altra natura. La sensibilizzazione è una forma specifica di immunizzazione; tale iperreattività viene detta allergia. Gli agenti che provocano allergie cutanee vengono detti allergeni della pelle.
Esistono due diversi tipi di sensibilizzanti della cute, ossia i prodotti chimici e le proteine presenti nei materiali naturali. L'allergia della pelle dovuta a prodotti chimici solitamente si sviluppa nel tempo, mentre l'allergia alle proteine può manifestarsi molto rapidamente. In alcuni casi, gli allergeni possono provocare sintomi cutanei se inalati o ingeriti. È anche possibile che il contatto cutaneo con prodotti chimici scateni sintomi allergici a livello respiratorio. Alcune sostanze pericolose (ad es. sostanze derivanti da piante e taluni farmaci) possono causare reazioni fotoallergiche se abbinate all'esposizione alla luce solare.
Le reazioni delle vie aeree e dei polmoni di lavoratori che respirano sostanze e particelle sul lavoro rientrano in tre categorie principali:
I lavoratori in agricoltura possono essere esposti ai seguenti sensibilizzanti respiratori:
La risposta del sistema immunitario dell'uomo alle minacce esterne costituite da agenti chimici e biologici può essere una reazione allergica delle vie aeree. Tra i sintomi vi sono tosse, respirazione difficoltosa, sibili, affanno, starnuti, naso chiuso e che cola, ma anche febbre e dolori muscolari e alle articolazioni.
Tutte queste malattie presentano talune caratteristiche comuni:
I sintomi possono manifestarsi immediatamente dopo l'esposizione oppure a distanza di diverse ore, talvolta di notte, per cui non risulta evidente un legame con le attività svolte sul luogo di lavoro. Spesso si riscontra un miglioramento quando il lavoratore è lontano dal luogo di lavoro (ad es. nel fine settimana e nei periodi di ferie).
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Ulteriori informazioni sono reperibili nella sezione del sito Internet dell'Agenzia dedicata alle sostanze pericolose.
Scheda informativa edizione numero 33: Introduzione alle sostanze pericolose nel luogo di lavoro
Disponibile in: Español Čeština Dansk Deutsch Eesti Ellinika English Français Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Nederlands Polski Português Slovenčina Slovenščina Suomi Svenska
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