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Gli agenti biologici si trovano in molti settori. Poiché, tuttavia, questi agenti sono visibili soltanto di rado, i rischi che pongono non vengono sempre compresi. Sono agenti biologici i batteri, i virus, i funghi (lieviti e muffe) e i parassiti.
L'espressione "agenti biologici" si riferisce perlopiù a tre gruppi di microrganismi:
Tra gli agenti biologici elencati nella direttiva 2000/54/CE relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro si annoverano inoltre:
La direttiva classifica gli agenti biologici in quattro gruppi di rischio, a seconda del livello di rischio di infezione posto da tali agenti e delle possibilità di prevenzione e trattamento.
La legislazione europea mira a ridurre al minimo i rischi per la salute derivanti dall'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro. L'elenco degli agenti biologici fornisce indicazioni circa i potenziali effetti allergenici e tossicogenici. Le misure proposte comprendono forme speciali di contenimento per le attività di laboratorio e per i processi industriali.
La direttiva contiene anche l'obbligo di notificare alle autorità competenti l'esercizio di determinate attività. I datori di lavoro sono tenuti a registrare tutte le informazioni riguardanti i lavoratori esposti a determinati agenti biologici e le relative misure di sorveglianza della salute. I lavoratori devono poter avere accesso ai dati di carattere personale che li riguardano.
Tali disposizioni corrispondono ai requisiti minimi da rispettare e sono state recepite all'interno delle legislazioni nazionali. Alcuni Stati membri hanno introdotto codici di condotta e linee guida per maneggiare in sicurezza gli agenti biologici, magari per settori specifici o deterinat attività professionali. Si richiama dunque l'attenzione sull'importanza di fare riferimento alla normativa nazionale in tema di esposizione ai rischi biologici durante il lavoro.
Si consiglia di consultare la legislazione nazionale sulla manipolazione degli agenti biologici sul luogo di lavoro; si dovrebbero reperire in tal modo tabelle di classificazione degli agenti biologici pericolosi (microrganismi e parassiti) in base al livello di rischio, una base per la valutazione del rischio e le misure di prevenzione da adottare in azienda in caso di impiego di tali sostanze.
La direttiva impone al datore di lavoro:
Al momento attuale l'esposizione agli agenti biologici sul lavoro non è soggetta a limiti, anche se alcuni Stati membri hanno introdotto dei limiti per le tossine da essi liberate. La differenza essenziale tra gli agenti biologici e le altre sostanze pericolose è la loro capacità di riprodursi, in quanto, in circostanze favorevoli, una piccola quantità di microrganismi può crescere considerevolmente in un arco di tempo brevissimo.
La valutazione del rischio è un requisito previsto dalla legislazione europea e adottato in tutti gli Stati membri. La valutazione del rischio consiste nell'identificazione di ciò che può causare danni in maniera tale che sia possibile prendere misure preventive più opportune. Una giusta valutazione del rischio è la base per una gestione di successo del rischio stesso.
Quando una determinata attività prevede l'uso deliberato, intenzionale, di agenti biologici, come quando si coltiva un microrganismo in un laboratorio di microbiologia, oppure lo si usa nella produzione di generi alimentari, l'agente biologico è ben noto e può essere monitorato più facilmente e le misure di prevenzione possono essere commisurate al rischio di cui quel microrganismo è portatore. Le informazioni sulla natura e sugli effetti dell'agente biologico utilizzato andrebbero allora incluse nell'inventario delle sostanze pericolose.
Quando la presenza di agenti biologici è una conseguenza non intenzionale del lavoro, come spesso accade in agricoltura, la valutazione dei rischi cui i lavoratori sono esposti è più difficile. Ciononostante, per alcune delle attività, sono disponibili informazioni sull'esposizione e sulle misure di protezione.
È opportuno esaminare se le misure esistenti garantiscono una protezione adeguata e quindi valutare cosa si dovrebbe fare in più per ridurre i rischi. Ci si deve porre la domanda se sia possibile liberarsi del tutto del rischio ricorrendo a un altro agente biologico o a un processo di lavorazione diverso. Se l'esposizione non si può evitare, va ridotta al minimo contenendo il numero dei lavoratori esposti e il tempo di esposizione. Le misure di controllo devono essere commisurate al processo di lavorazione e i lavoratori devono essere adeguatamente formati, affinché seguano prassi di lavoro sicure.
Ove necessario, può essere opportuno revisionare e rivedere la valutazione effettuata, qualora si verifichino variazioni significative di materiali, attrezzature, metodi di lavoro, luoghi o persone coinvolte, o quando siano occorsi incidenti o siano insorte lamentele sul lavoro.
Nei settori dell'agricoltura, della selvicoltura, dell'orticoltura, e della produzione di nutrimenti e mangimi animali, i lavoratori sono esposti ai seguenti rischi:
I lavoratori del settore agricolo sono a rischio di esposizione ai sensibilizzanti o allergeni (ossia le sostanze in grado di produrre una reazione allergica).
Tra gli allergeni cutanei più diffusi in agricoltura si annoverano:
I lavoratori agricoli possono essere esposti a sostanze sensibilizzanti dell'apparato respiratorio:
Ove sia stata individuata un'attività in cui i lavoratori possono essere esposti ad agenti biologici, è opportuno raccogliere informazioni sulle varie tipologie di esposizione. Sarà dunque necessario prendere in considerazione le persone direttamente coinvolte, al pari di altri lavoratori interessati, come il personale addetto alle pulizie, ed esaminarne le reali modalità di lavoro. Evitando di soffermarsi su come quest'ultimo dovrebbe essere svolto o come, secondo il parere di chi osserva, viene svolto.
Le persone sono a rischio di esposizione agli agenti biologici, se durante la propria attività lavorativa entrano in contatto con:
Gli agenti biologici possono provocare tre tipi di malattie:
Alcuni agenti biologici potrebbero essere cancerogeni o provocare danni al feto. I microrganismi possono entrare nel corpo umano tramite le membrane delle mucose o microfessurazioni della pelle. Possono essere inalati o ingeriti, causando infezioni delle alte vie respiratorie o dell'apparato digerente. L'esposizione può anche essere accidentale, per morsi di animali o punture d'aghi.
La normativa europea stabilisce una gerarchia di misure da adottare ai fini della prevenzione o della riduzione dell'esposizione dei lavoratori a sostanze pericolose.
In alcuni casi, quando è possibile prevenire una malattia con la vaccinazione, deve essere data ai lavoratori che lo desiderano la possibilità di vaccinarsi.
Va eliminata qualsiasi esposizione a sostanze pericolose che sia evitabile. Ciò può non essere facile, data la quantità enorme di pericoli biologici presente nel settore agricolo. Il passaggio dall'uso di una sostanza a un'altra richiede un processo in tre fasi:
Se l'eliminazione o la sostituzione non è possibile, è indispensabile attenersi alla seguente scaletta:
Ridurre al minimo la concentrazione, il periodo di tempo, la frequenza di esposizione nonché il numero di lavoratori esposti. È necessario stabilire se le precauzioni esistenti sono adeguate oppure se occorre adottare misure aggiuntive. Cercare istruzioni di riferimento e orientamenti eventualmente disponibili. Se le prassi di lavoro sono cambiate, verificare se è cambiato qualcosa anche a livello di esposizione.
Gestire le emissioni alla fonte è il metodo migliore per controllare l'esposizione. Quest'azione comprende la prevenzione sistematica delle polveri e degli aerosol mediante:
In alcuni casi i rischi per l'uomo possono essere tenuti sotto controllo seguendo buone pratiche per contribuire a prevenire il trasporto o l'escrezione da parte degli animali di grosse quantità di organismi patogeni. Ecco alcuni esempi di pratiche:
In alcuni casi è possibile ridurre il rischio di contrarre una zoonosi monitorando la salute degli animali, per esempio vaccinando il bestiame contro Leptospira hardjo o somministrando mangimi privi di salmonella a suini e pollame. In questo modo non solo si proteggono i lavoratori, ma si ottengono anche benefici economici aggiunti dovuti a un miglioramento della salute animale.
I passi necessari per rimuovere o ridurre i rischi cui sono esposti i lavoratori dipendono dal particolare pericolo di natura biologica, ma esiste una serie di misure che possono essere adottate in ogni caso:
Tenere presente quanto segue:
Se non è possibile prevenire altrimenti l'esposizione, in aggiunta alle misure di controllo praticabili è importante l'uso di dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie. Questi dispositivi devono essere conformi alla normativa europea.
L'uso di dispositivi di protezione individuale deve essere l'ultima risorsa, nell'eventualità in cui tutti gli altri mezzi di prevenzione o di controllo del rischio risultino insufficienti. L'impiego dei DPI può essere necessario nelle seguenti occasioni:
Tutte le attività svolte a contatto con gli animali implicano inevitabilmente il contatto con escrementi e urine, che contengono organismi patogeni. L'igiene personale è quindi di importanza vitale. Se siete datori di lavoro, allestite un locale riservato alla pulizia se i vostri dipendenti o persone esterne devono lavorare con gli animali (come minimo, acqua corrente pulita e asciugamani di carta). Fate in modo di eseguire le seguenti operazioni e di farle rispettare ai vostri dipendenti:
Una volta che si è provveduto a inserire nel processo una misura di controllo, se ne dovrebbe monitorare l'efficacia. È necessaria una valutazione regolare della situazione per accertare i casi in cui si verificano deterioramenti lenti (per esempio, la minore efficienza dei sistemi di ventilazione) e variazioni alle prassi di lavoro.
I datori di lavoro sono tenuti a registrare tutte le informazioni riguardanti i lavoratori esposti a determinati agenti biologici e le relative misure di sorveglianza della salute. I lavoratori devono poter avere accesso ai dati di carattere personale che li riguardano. Queste norme devono essere recepite dalla legislazione nazionale.
Controllare e riconsiderare regolarmente l'esposizione e i problemi di salute, soprattutto se sono i metodi di lavoro sono cambiati. In caso di sindromi respiratorie che possono risultare connesse al lavoro, occorre eseguire degli esami medici. Registrare quanto scoperto. Le malattie della pelle presumibilmente connesse con il lavoro dovrebbero essere immediatamente oggetto di relazione. Sarebbe d'uopo sottoporsi a una visita medica. Anche i lavoratori che svolgono le stesse mansioni possono manifestare problemi della pelle analoghi.
Una formazione dei lavoratori che tiene in debita considerazione la valutazione del rischio al fine di ottenere prassi di lavoro sicure è un'importante parte della gestione del rischio. Così facendo i lavoratori operano non solo in maniera più efficace, ma anche in maggior sicurezza e con meno rischi per la salute. Il rischio derivante da una sostanza è determinato da due fattori, ovvero le caratteristiche della sostanza e il grado di esposizione. Attraverso la formazione i lavoratori devono comprendere il rischio rappresentato dall'esposizione e devono essere istruiti in merito alle azioni da intraprendere per controllare l'esposizione.
I lavoratori devono essere informati dei rischi che devono affrontare e delle misure preventive in atto per controllare tali rischi. Devono sapere come lavorare in sicurezza e come usare i dispositivi di protezione, se del caso.
I datori di lavoro devono garantire l'informazione, al pari della formazione, dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti per quanto riguarda le seguenti problematiche:
Tutti gli animali domestici sono portatori di una serie di malattie, che possono talvolta colpire anche l'uomo. Queste malattie sono note come zoonosi; se lavorate a contatto con gli animali, siete esposti a questo rischio di malattia.
Le malattie trasmesse dagli animali all'uomo possono colpire anche i visitatori delle aziende agricole, soprattutto bambini o anziani, che sono più vulnerabili alle infezioni. Tra queste zoonosi rientrano anche quelle prodotte da infezione con i microrganismi Escherichia coli O157 (E. coli O157) e Cryptosporidium parvum. Se la vostra azienda agricola è aperta al pubblico, siete tenuti ad adottare precauzioni speciali per garantire che i visitatori non si ammalino a causa di una zoonosi.
Le precauzioni da intraprendere per ridurre al minimo il rischio di infezione da zoonosi sono le stesse già descritte per gli agenti biologici pericolosi:
Se pensate di aver contratto una malattia da un animale, consultate subito un medico. Se lavorate nel settore agricolo o avete contatti con bestiame da allevamento, occorre fornire al medico queste informazioni.
Escherichia coli O157 (E coli O157)
L'E. coli O157 è un batterio che vive nell'intestino degli animali, tra cui bovini, pecore, cervidi e capre. Può anche essere trasmesso da animali domestici e uccelli selvatici. Il semplice fatto che un animale sia portatore del batterio di per sé non è sufficiente perché l'animale sia colpito da lesioni o malattie. Nell'uomo, tuttavia, le tossine prodotte da questi batteri possono provocare una serie di disturbi che vanno dalla diarrea all'insufficienza renale. In taluni casi la malattia può essere letale.
L'E. coli O157 è insolita, nel senso che sono sufficienti pochissimi organismi per contagiare l'uomo. L'infezione può essere provocata quando si tocca letame animale e poi si portano alla bocca le mani o le dita sporche o si mangia senza essersi lavati le mani. È importante che chiunque lavori con gli animali o tocchi gli animali si lavi molto accuratamente le mani e le braccia prima di mangiare, bere o fumare. Gli indumenti di lavoro devono essere lasciati sul posto di lavoro, in maniera tale che i familiari delle persone che lavorano in un'azienda agricola non contraggano una malattia toccando gli indumenti sporchi.
Criptosporidiosi
Questa malattia, che può provocare diarrea e dolori addominali con sintomi simil-influenzali per un periodo che può durare fino a sei settimane, soprattutto nei bambini e negli anziani, è provocata da un protozoo denominato Cryptosporidium parvum. È trasportato da vitelli, agnelli, cervidi e capre e può essere trasmesso all'uomo tramite contatto con escrementi animali o bevendo acqua potabile contaminata da letame. Comportatevi come se tutti i vostri animali (bovini, pecore, cervidi e capre) fossero portatori di E. coli O157 e Cryptosporidium.
Leptospirosi
Vi sono due forme principali di leptospirosi che possono colpire i lavoratori del settore agricolo:
La malattia di Weil si contrae solitamente tramite urine infette di ratto o acque contaminate da urine. La maggior parte dei ratti probabilmente trasporta i batteri per un certo periodo della propria vita. La malattia si trasmette solitamente all'uomo attraverso ferite e graffi, soprattutto delle mani. Può provocare febbre, mal di testa, vomito e dolori muscolari e può causare ittero, meningite e insufficienza renale. In taluni rari casi può avere esito infausto.
La leptospirosi bovina si contrae solitamente tramite spruzzi d'urina di bestiame negli occhi, nel naso o nella bocca, o per contatto di urine o prodotti placentari attraverso ferite o escoriazioni o per inalazione di goccioline di urina.
Nell'uomo i sintomi sono quelli tipici dell'influenza, con forte e protratto mal di testa. Se non curata, può durare fino a sei settimane e può provocare in alcuni casi meningite, ittero e insufficienza renale.
Il rischio per la salute umana è maggiore se una mandria è reduce da una recente infezione. In tal caso si consiglia di chiedere delucidazioni al veterinario. In queste evenienze, se vi è il rischio di spruzzi di urina al viso o negli occhi, si raccomanda di valutare l'opportunità di indossare una maschera facciale o, in caso di rischio di inalazione di aerosol, un apparecchio respiratore. Si noti che la vaccinazione del bestiame contro la leptospirosi bovina non è sufficiente per prevenire la diffusione del batterio nell'organismo e, di conseguenza, il possibile contagio dell'uomo.
Tubercolosi bovina
La tubercolosi bovina viene trasmessa solitamente dal bestiame, dagli erbivori selvatici (cervi, ecc.) e dai mustelidi (tassi) e può infettare gli uomini per inalazione o contatto mano-bocca. Sono a rischio le persone che possono entrare in contatto con animali infetti, soprattutto se il contatto avviene tramite muco proveniente dalle vie aeree (per esempio, se si tocca il naso dell'animale) e se successivamente al contatto non vengono rispettate le regole fondamentali di una corretta igiene personale.
Salmonella
Il batterio della salmonella può essere presente nella maggior parte degli animali domestici; nell'uomo provoca diarrea, febbre e dolori addominali. Il contatto con questo microrganismo può causare a volte malattie più gravi.
Nonostante la salmonella si contragga solitamente consumando cibo contaminato, un'altra via di trasmissione altrettanto frequente è il contatto con gli escrementi di animali domestici. L'infezione nell'uomo può avvenire quando il microrganismo della salmonella raggiunge l'intestino (in genere, se si mettono in bocca o se si portano vicino alla bocca le mani sporche di letame, per esempio quando si mangia, si beve o si fuma). Il contatto da mano a mano è un'altra importante fonte di infezione.
Streptococcus suis (S. suis)
L'infezione da S. suis è un'infezione batterica trasmessa dai suini, che spesso è asintomatica negli animali. Può essere contratta dall'uomo attraverso tagli e graffi o per inalazione, e può provocare una meningite o il decesso. Per tenere sotto controllo il rischio si raccomanda di seguire le avvertenze riportate nella sezione "Precauzioni" e di ricorrere alle buone prassi zootecniche per eliminare la malattia nell'allevamento.
Rogna del muso
La rogna del muso è provocata da un virus presente nelle pecore e nelle capre (solitamente sono gli agnelli a manifestare la sintomatologia più complessa) e può provocare ulcere a viso, mani o braccia dopo il contatto con lesioni presenti sugli animali o lana, recinti o siepi infetti. In genere non è necessario alcun trattamento, poiché le lesioni guariscono spontaneamente nel giro di 6-8 settimane.
Clamidiosi ovina (aborto enzootico degli ovicaprini)
L'aborto enzootico degli ovicaprini è causato dal microrganismo Chlamydia psittaci, un microrganismo presente negli ovini e, più raramente, nei caprini. Nell'uomo può provocare aborto o malattie simil-influenzali. La trasmissione all'uomo avviene in genere con il maneggiamento di o il contatto con materiali organici infetti del secondamento, ma non è esclusa la via di trasmissione tramite contatto con indumenti sporchi contaminati da materiali organici del secondamento, ecc.
Psittacosi (ornitosi)
Anche questa infezione è provocata dal microrganismo Chlamydia psittaci, spesso presente in anatre e volatili da cortile (compresi i tacchini) nonché negli uccelli in gabbia, selvatici ed esotici. Nell'uomo una malattia simil-influenzale può sfociare in polmonite e in gravi casi di endocardite (infiammazione dell'endocardio, la membrana che riveste le pareti interne del cuore), epatite o nel decesso. Si trasmette solitamente all'uomo per inalazione di polvere o aerosol di escrementi o di secrezioni nasali di uccelli infetti.
Febbre Q
Questa malattia, provocata dal batterio Coxiella burnetii, è diffusa tra ovini e bovini; nell'uomo di solito provoca uno lieve stato di malessere generale, raffreddore e mal di testa. In rari casi può causare polmonite, danni epatici o lesioni alle valvole cardiache o decesso. Viene trasmessa tramite il contatto con gli animali o i loro prodotti, portando latte crudo alla bocca, per esempio con la mano, o inspirando polveri contaminate con prodotti organici del parto, urina o letame.
Favo
Il termine favo indica una micosi che si può riscontrare nei bovini, nei suini, negli ovini, negli equini e nei cani. Nell'uomo provoca lesioni cutanee eritematose, edematose e crostose su mani, avambraccio, cuoio capelluto e collo. Queste manifestazioni sono prodotte dalle spore fungine che penetrano nella pelle attraverso tagli e abrasioni; le spore si trasmettono attraverso il contatto con animali infetti o con apparecchi quali gabbie, ecc., contro i quali si sono sfregati gli animali (soprattutto i bovini).
Il rischio si può tenere sotto controllo:
Encefalopatia spongiforme bovina (BSE)/variante della malattia di Creutzfeldt Jacob (vCJD)
Se sussiste il rischio di esposizione all'agente della BSE durante le attività lavorative (per esempio, nell'industria della macellazione), è indispensabile attenersi agli orientamenti in materia forniti dallo Stato membro. Inoltre, la consultazione delle linee guida generali applicabili al luogo di lavoro è utile per individuare le misure di controllo più adeguate. Tra le misure di controllo devono figurare le sensate precauzioni di igiene sul lavoro già descritte in precedenza.
Lo studio intitolato "Stato della sicurezza e della salute sul lavoro nell'Unione europea – Uno studio pilota" è emerso che le sostanze biologiche non infettive rappresentano comunque un pericolo per il settore agricolo. Fra queste si annoverano:
Articolo online dell'Agenzia sulle sostanze pericolose
Factsheet dell’Agenzia
Factsheet 33: Introduzione alle sostanze pericolose nel luogo di lavoro Disponibile in: [Español] [Čeština] [Dansk] [Deutsch] [Eesti] [Ellinika] [English] [Français] [Italiano] [Latviešu] [Lietuvių] [Magyar] Malti [Nederlands] [Polski] [Português] [Slovenčina] [Slovenščina] [Suomi] [Svenska]
Factsheet 34: Eliminazione e sostituzione di sostanze pericolose Disponibile in: [Español] [Čeština] [Dansk] [Deutsch] [Eesti] [Ellinika] [English] [Français] [Italiano] [Latviešu] [Lietuvių] [Magyar] Malti [Nederlands] [Polski] [Português] [Slovenčina] [Slovenščina] [Suomi] [Svenska]
Factsheet 35: La diffusione di informazioni in materia di sostanze pericolose Disponibile in: [Español] [Čeština] [Dansk] [Deutsch] [Eesti] [Ellinika] [English] [Français] [Italiano] [Latviešu] [Lietuvių] [Magyar] Malti [Nederlands] [Polski] [Português] [Slovenčina] [Slovenščina] [Suomi] [Svenska]
Factsheet 39: Sostanze sensibilizzanti dell'apparato respiratorio Disponibile in: [Español] [Čeština] [Dansk] [Deutsch] [Eesti] [Ellinika] [English] [Français] [Italiano] [Latviešu] [Lietuvių] [Magyar] Malti [Nederlands] [Polski] [Português] [Slovenčina] [Slovenščina] [Suomi] [Svenska]
Factsheet 40: Sostanze sensibilizzanti della cute Disponibile in: [Español] [Čeština] [Dansk] [Deutsch] [Eesti] [Ellinika] [English] [Français] [Italiano] [Latviešu] [Lietuvių] [Magyar] Malti [Nederlands] [Polski] [Português] [Slovenčina] [Slovenščina] [Suomi] [Svenska]
Factsheet 41: Agenti biologici Disponibile in: [Español] [Čeština] [Dansk] [Deutsch] [Eesti] [Ellinika] [English] [Français] [Italiano] [Latviešu] [Lietuvių] [Magyar] Malti [Nederlands] [Polski] [Português] [Slovenčina] [Slovenščina] [Suomi] [Svenska]
Manutenzione sicura nell'agricoltura ()Una nuova guida alla sicurezza e alla salute, una scheda informativa e una presentazione PowerPoint sulla manutenzione in agricoltura forniscono informazioni concise su come svolgere mansioni di manutenzione in tutta sicurezza. I lavoratori agricoli subiscono un numero di infortuni sul lavoro non mortali 1,7 volte più alto rispetto alla media e un numero di infortuni mortali tre volte superiore, rendendo questo settore particolarmente pericoloso. Oltre ai pericoli e ai rischi solitamente presenti nelle aziende agricole, le attività di manutenzione comportano alcuni pericoli specifici. "La manutenzione nell'agricoltura - Una guida alla sicurezza e alla salute" |
Studi di casi per prevenire i disturbi muscoloscheletrici legati al lavoro ()L'agricoltura è il settore in cui i disturbi muscoloscheletrici (DMS) e l'esposizione ai rischi di tali disturbi sono maggiormente diffusi. La maggior pater dei lavoratori impiegati nell'agricoltura riferisce di essere esposta a movimenti ripetitivi di mani e braccia, a posizioni stancanti o dolorose e al trasporto o allo spostamento di carichi pesanti. Le percentuali di dolori alla schiena e dolori muscolari in questo settore sono due volte superiori alla media. |
