Organizzazioni europee e multinazionali alleate nella promozione di salute e sicurezza nell'ambiente di lavoro
News release - 13/10/2008
Nove organizzazioni multinazionali paneuropee hanno dichiarato la propria disponibilità a schierarsi, per prime, tra i partner ufficiali della campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri. Organizzata dall'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro (EU-OSHA), la campagna si concentra sulla valutazione dei rischi esistenti in termini di salute e sicurezza con l'intento di ridurre infortuni e malattie professionali. In questo campo, infatti, la situazione va migliorata con una certa urgenza. Basti citare un dato estremamente eloquente: si stima che ogni tre minuti e mezzo qualcuno, nell'Unione europea, muoia per cause legate al lavoro*.
Tra le organizzazioni partecipanti, vi sono associazioni di datori di lavoro e dipendenti, multinazionali di vari settori industriali, strutture di ricerca e organizzazioni non governative. Dichiarando la propria disponibilità a schierarsi come partner ufficiali, tali organizzazioni si impegnano a partecipare attivamente alla campagna e a promuovere la valutazione di rischio come primo passo essenziale per una corretta gestione della salute e della sicurezza nell'ambiente di lavoro.
“Siamo molto fieri che così tante organizzazioni note abbiano deciso di aiutarci in quest'opera di sensibilizzazione a un tema di indiscussa importanza”, ha detto Jukka Takala, Direttore dell'Agenzia. “La valutazione di rischio, fondamentale per evitare infortuni e malattie professionali, è un obbligo di legge in tutta l'Europa, ma alcune aziende ancora non valutano sistematicamente i loro rischi, il che si rispecchia nelle statistiche di infortuni e malattie professionali, dimostrando come occorrano ulteriori miglioramenti, soprattutto nelle piccole e medie imprese. L'alleanza con queste nove organizzazioni ci permette di potenziare l'effetto della campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri, che già si configura come una delle più grandi campagne di informazione al mondo sui temi della salute e della sicurezza in ambito professionale. Ed è solo l'inizio, poiché siamo in contatto con tantissime altre organizzazioni che presto si uniranno al nostro progetto”.
In concreto, i partner ufficiali promuovono la campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri attraverso i loro canali di informazione, ne divulgano il materiale alle loro reti e organizzano attività proprie quali convegni, workshop, sessioni di formazione, eventi con i media e concorsi di manifesti. A sua volta, l'Agenzia le ricompensa attraverso forme intensive di promozione avvalendosi del suo sito web e della sua newsletter, con più di 38.000 sottoscrittori. Inoltre, ogni partecipante riceve un certificato di partner e il suo impegno viene espressamente riconosciuto quando l'Agenzia presenta e promuove la campagna presso gli interessati a livello comunitario e i mezzi di comunicazione.
###
Partner ufficiali della campagna:




“Compito essenziale dei datori di lavoro è provvedere a una corretta gestione dei rischi legati alla salute e alla sicurezza sul lavoro, di cui pilastro fondamentale è la valutazione di rischio. Saremo lieti di contribuire alla campagna per aiutare le imprese, soprattutto le PMI, ad analizzare e combattere i rischi sul lavoro in maniera non onerosa”.
• Drewin Nieuwenhuis, Segretario generale CEOC (Confederazione di organizzazioni di ispezione e certificazione):“Promuovere sicurezza, qualità e ambiente attraverso procedure di ispezione, collaudo e certificazione indipendenti è spesso una componente determinante del processo di valutazione di rischio”.
• Ian Banks, Presidente EMHF (Forum europeo per la salute dell'uomo):“La campagna riconosce, a ragione, il valore dell'ambiente di lavoro per comunicare i temi della salute e della sicurezza a tutti i dipendenti, e soprattutto agli uomini che tardano nel rivolgersi allo specialista”.
• Henk Vanhoutte, Segretario generale ESF (Federazione europea della sicurezza):“Valutare il rischio in maniera seria e continuativa è l'unico modo per rendere l'ambiente di lavoro più sicuro. È la base per qualunque piano di azione e gestione della salute e della sicurezza sul lavoro in generale, ma anche, in particolare, per la corretta selezione e l'uso appropriato dei dispositivi di protezione individuale. È dunque una questione di buon senso, non semplicemente un obbligo di legge”.
• Olivier Salvi, Segretario generale ETPIS (Piattaforma tecnologica europea sulla sicurezza industriale):“Grazie a questa campagna, l'ETPIS spera che i risultati recentemente ottenuti dalla ricerca possano essere introdotti nell'industria e che prassi riuscite già applicate in ambiti specifici vengano estese a tutti i settori industriali.”
• John Monks, Segretario generale ETUC (Confederazione europea dei sindacati):“Una vera valutazione di rischi richiede la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti”.
• Heinz Kiefer, Presidente EuroCOP (Confederazione europea di polizia):
“Troppo spesso gli ufficiali di polizia sono esposti a gravi rischi sul lavoro che, in realtà, potrebbero essere evitati. Partecipiamo alla campagna sulla valutazione di rischio per contribuire alla promozione di una cultura della prevenzione del rischio presso i servizi di polizia”.
• John Rietdveldt, Presidente e direttore generale Ideal Standard International:
“La sicurezza inizia con ciascuno di noi, e una valutazione di rischio efficace è assolutamente fondamentale per permetterci di conseguire i nostri obiettivi di sicurezza. Non a caso, la cura del benessere è uno dei valori fondamentali della nostra azienda. Lavoriamo per la sicurezza di tutti i nostri dipendenti e riteniamo che anche un solo incidente vada assolutamente evitato! Il nostro motto è infatti: Un solo incidente è un incidente di troppo. Fate attenzione: siete unici!”
• Brian Boyd, Vicepresidente mondiale EHS Johnson & Johnson:
“Salute e sicurezza hanno sempre fatto parte della filosofia di Johnson and Johnson, e vogliamo avere la forza lavoro più sana e sicura possibile. Questo, però, non è attuabile senza una profonda conoscenza dei nostri rischi e un quadro solido per condurre una valutazione di rischio e intraprendere azioni correttive”.
Contesto:
La campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri incentrata sulla valutazione di rischio ha una durata prevista di due anni (2008/2009) ed è sostenuta dalle Presidenze dell'Unione europea, dal Parlamento europeo, dalla Commissione europea e dalle parti sociali europee. Con l'aiuto della sua rete di punti focali nazionali nei 27 Stati membri dell'Unione europea, l'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro sta organizzando centinaia di eventi e attività per tutto il biennio della campagna.
Principali obiettivi della campagna:• Sensibilizzare alla responsabilità legale, nonché all'importanza e alla necessità concreta di valutare i rischi nell'ambiente di lavoro
• Demistificare il processo e dimostrare, soprattutto alle piccole e medie imprese, che la valutazione di rischio non è necessariamente un processo complesso e burocratico riservato ai soli esperti
• Promuovere un approccio in cinque fasi alla valutazione di rischio
• Promuovere il coinvolgimento di tutti coloro che sono presenti nell'ambiente di lavoro
• Promuovere prassi corrette che siano esportabili e contribuiscano a snellire il processo
Ulteriori approfondimenti:
Per visualizzare la sezione Partner del sito web della campagna
Sintesi della campagna
Giornalisti televisivi (immagini di repertorio gratuite + relazione pubblicata sulla valutazione di rischio)
Per accedere al nostro punto di ingresso per la valutazione di rischio
* Secondo i dati pubblicati dall'Eurostat(1), ogni anno 5.700 persone muoiono nell'UE a causa di incidenti sul lavoro. Inoltre, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro stima(2) che altri 159.500 lavoratori nei paesi Unione europea perdano la vita a causa di malattie professionali. Se si considerano entrambi i dati, si stima che ogni tre minuti e mezzo nell'UE ci sia un decesso per cause legate all'attività lavorativa. Ogni quattro secondi e mezzo un lavoratore dell'UE è vittima di un incidente che lo costringe a restare a casa per almeno tre giorni lavorativi(3). (1) EUROSTAT 2005: Figure in recorded economic sectors covering 87% of the workforce in the 27 EU Member States. (2) ILO 2005: Figure is an estimation for EU27; http://www.ilo.org/public/english/protection/safework/wdcongrs17/index.htm (3) ILO estimates 2008

