Perché una valutazione dei rischi?
Il costo di questi eventi è enorme:
- costo umano per i lavoratori e le loro famiglie (dietro alle statistiche vi sono persone reali);
- costo per le organizzazioni/società (congedi per malattia, costi assicurativi, calo della produttività, rotazione dei lavoratori, lavoratori meno motivati, perdita di competitività, ecc.);
- costo per la società (aumento dell'onere che grava sui sistemi di assistenza sanitaria).
La valutazione dei rischi è uno dei principali fondamenti della direttiva quadro e delle altre direttive sulla sicurezza e salute sul lavoro. Investire nella sensibilizzazione e nella comunicazione delle risorse, delle informazioni e delle buone prassi è molto utile.
Una strategia preventiva fondata sulla valutazione dei rischi è la pietra miliare dell’approccio europeo in materia di SSL. E questo non a caso. Se il processo di valutazione dei rischi viene condotto in maniera inadeguata o se tale processo, che costituisce il punto di partenza dell’approccio alla valutazione dei rischi, non viene realizzato affatto, è poco probabile che si mettano in atto misure preventive corrette.
Troppo spesso le imprese non valutano i rischi sul luogo di lavoro in maniera adeguata. Per alcune, soprattutto per le microimprese e per le PMI, la valutazione dei rischi può rappresentare un problema, ma non deve necessariamente esserlo.
La valutazione dei rischi è parte integrante di una strategia di buona gestione; la normativa comunitaria, tra cui la direttiva quadro, contiene proprio indicazioni in tal senso, fornendo orientamenti, informazioni e suggerimenti in materia di buone prassi.
È indispensabile disporre di un approccio integrato di valutazione dei rischi che tenga conto delle diverse fasi della valutazione, delle diverse esigenze dei singoli datori di lavoro e di un mondo del lavoro in continua evoluzione.
L’Agenzia si concentrerà sulla comunicazione dei principi generali della valutazione integrata del rischio e sulla sua importanza per una prevenzione efficace, e ribadirà che la valutazione del rischio è necessaria e attuabile.
il primo passo da compiere verso una gestione sistematica della salute e sicurezza sul lavoro.
Per maggiori informazioni consultare i seguenti materiali informativi:
- Factsheet 80: "Valutazione dei rischi, la chiave per garantire ambienti di lavoro sani e sicuri"
- Factsheet 81: “La valutazione dei rischi – ruoli e responsabilità”
- Sezione web dedicata alla valutazione dei rischi
Perché è un problema che interessa tutta l'Unione europea?
La necessità di migliorare la valutazione dei rischi è stata individuata nel 2004 nella comunicazione della Commissione sull’attuazione pratica delle disposizioni della direttiva quadro e delle cinque prime direttive complementari (COM(2004) 62 def).
Dalla revisione è emerso quanto segue:
- in generale, non è chiaro cosa sia richiesto e come debba essere effettuata una valutazione dei rischi;
- le attività di valutazione dei rischi, di documentazione e di supervisione non sono diffuse universalmente;
- la valutazione dei rischi viene sovente considerata un’azione da condurre una tantum e non come uno sforzo prolungato;
- i rischi non vengono analizzati e valutati collettivamente; di conseguenza, vengono adottate misure separate, ma non esiste un approccio integrativo per l'analisi delle condizioni sul luogo di lavoro;
- durante la conduzione di valutazioni dei rischi generiche l'attenzione viene focalizzata sull’identificazione dei rischi evidenti e immediati; gli effetti a lungo termine, come quelli causati dalle sostanze chimiche, vengono trascurati;
- i rischi psicosociali e i fattori di organizzazione del lavoro vengono raramente considerati nella valutazione dei rischi;
- l’efficienza delle misure predisposte non viene sufficientemente controllata dai datori di lavoro.
Poiché l’approccio della valutazione dei rischi è stato introdotto in primis nelle direttiva comunitarie, si concorda unanimemente che esso dovrebbe essere una delle componenti di un processo di gestione integrato.


